Il nostro governo ogni tanto cerca di farne una di giusta: dato che edilizia e arredamento sono due settori trainanti dell’economia italiana, ha adottato una norma che aggancia tra di loro i due comparti.

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Il cosiddetto decreto “Energia” (DL 4.6.2013 n. 63), in vigore dal 6.6.2013, prevede che ai contribuenti che già fruiscono della detrazione per il recupero del patrimonio edilizio, sia riconosciuta l’ulteriore detrazione del 50% delle spese documentate per l’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Un recente emendamento, non ancora convertito in legge, prevede che l’agevolazione sia estesa anche agli elettrodomestici da incasso di classe non inferiore alla A+ (A per i forni).

 Quali sono le caratteristiche del bonus arredi? In breve:

  • è concesso solamente per l’arredo degli immobili che sono già oggetto di ristrutturazione e quindi già usufruiscono dell’agevolazione prevista per gli interventi di recupero edilizio;
  • è pari al 50% delle spese documentate per l’acquisto di mobili sostenute fino al 31.12.2013
  • spetta fino all’importo massimo di euro 10.000 di spesa. Significa che la detrazione massima può arrivare a 5.000 euro. Ad esempio, se spendete 7.000 euro per i mobili nuovi, la detrazione sarà di 3.500 euro. Se invece spendete 12.000 euro, la detrazione sarà di 5.000 euro;
  • la detrazione viene ripartita in dieci anni, cioè nella dichiarazione dei redditi (unico o 730) dell’anno e dei nove successivi.

Bello no? …ma c’è un “ma”. Anzi, ce ne sono diversi. Infatti non è chiaro:

  • quali siano i lavori di ristrutturazione ai quali può essere affiancato il “bonus arredi“, sono quelli del vecchio 36%?
  • quali siano gli arredi agevolabili, dato che la norma è generica. A stretto rigore per mobili si intendono i mobili per cucina, i materassi, i mobili per arredo domestico, le sedie, le poltrone e i divani. Come già detto, si attende anche la conversione in legge del provvedimento che estenderebbe l’agevolazione agli elettrodomestici da incasso di classe energetica non inferiore alla A+ e A per i forni.
  • come vadano effettuati i pagamenti: la norma parla genericamente di “spese documentate”. Basta quindi conservare le fatture o i pagamenti devono essere effettuati con bonifico come per le ristrutturazioni?
  • come vadano coordinati i due tipi di spesa: le spese per la ristrutturazione vanno necessariamente sostenute prima di acquistare i mobili? Se si, entro quando devono essere acquistati gli arredi una volta ultimati gli interventi di recupero edilizio?
  • nell’agevolazione rientrano anche le spese per il trasporto e il montaggio dei mobili?
  • nel caso in cui la spesa per la ristrutturazione sia sostenuta da un soggetto diverso da quello che paga i mobili, quest’ultimo può far valere il bonus arredi?

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Insomma i dubbi sono tanti. E’ meglio quindi muoversi con i piedi di piombo e magari aspettare l’ennesima circolare interpretativa dell’Agenzia delle Entrate.

Autore post:
dott. Luca Facchin
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