Per la rubrica iMakers ho l’onore di ospitare ed intervistare Giorgia Brunelli di GIOVELAB, le cui creazioni sono apparse nelle più rinomate riviste di interior design e non solo (come CasaFacile, Home, Vanity Fair, La cucina Italiana, etc.). Devo dire che se già apprezzavo e stimavo la sua produzione, l’approfondire, attraverso le sue parole, il suo percorso, la sua storia, mi ha emozionato perchè è andata a toccare tutte tematiche “calde” del nostro (del mio) quotidiano, come la collaborazione, il reinventarsi, il mettersi in gioco, il buttarsi a capofitto su di un progetto, anche quando pochi ti sostengono. Conosciamola assieme…

Ciao Giorgia, parlaci di te!

Ciao! Sono Giorgia Brunelli, ho 48 anni e sono di Trento. Nel 1997 ho aperto il mio studio in cui produco le mie creazioni.

Come nacque la tua passione per l’argilla?

Tutto nacque da un workshop di una settimana nella casa degli artisti di Canale di Tenno (vicino a Riva del Garda), era il 1994. Imparai le tecniche base della lavorazione dell’argilla e la cottura RAKU, antica tecnica giapponese. Da allora iniziai a sperimentare, argille, smalti, cotture, costruii un forno…tutto come hobbista.

Quando decidesti di provare a trasformare la tua passione in un’attività vera e propria?

Nel 1997 il grande passo, avevo 30 anni, mi dissi:  

“devo provare….sono forte…..ce la faccio”

avevo tutti contro, mi dicevano:

”non sarà mica un lavoro vero….”.

Presi coraggio, aprii la partita IVA come artigiana, mi unii ad un gruppo di artisti-artigiani itineranti. Imparai a lavorare al tornio, tutto da autodidatta….sono sempre stata così….sono nata “maker”! E non ho mai sopportato lavorare come dipendente, libertà di pensiero e azione, innanzitutto. Nonostante i rischi, le incertezze e le difficoltà.

5 anni fa nuova svolta: la tecnica raku non permette di realizzare oggetti d’uso ma solo decorativi, così decisi di convertire tutta la mia produzione e iniziai a sperimentare con la porcellana ed il gres, quindi ceramica ad alta temperatura. Un lungo cammino di sperimentazione che ancora oggi va avanti, non si ferma mai.

Noi ti conosciamo come GIOVELAB, com’é nato questo brand?

Tre anni fa decisi di partecipare al FuoriSalone, in quell’occasione incontrai Alessandra Santi e fu per me un’altra svolta. Lei si innamorò della collezione, cominciò ad occuparsi dell’ufficio stampa e mi aiutò a lanciare questo brand: GIOVELAB. Le sarò sempre grata per tutto l’entusiasmo e l’appoggio che ha messo in questo progetto!
Il progetto GIOVELAB, che prevede tuttora principalmente oggetti d’uso, ha inizialmente incrociato il suo percorso anche con le creazioni di un’altra artista, Veronica Vianini, che prevedevano l’utilizzo di tessuto cementificato.

Le tue creazioni hanno il sapore incantato e poetico delle favole, a cosa ti ispiri?

Vivo in un maso in mezzo al bosco, la mia ispirazione viene dalla natura. Dalla fragilità e dalla bellezza di tutto quello che mi circonda. Desidero portare la poesia nella vita di tutti i giorni, nei piccoli oggetti che ci circondano, utili e qualche volta anche inutili.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Il mio progetto futuro, su cui sto iniziando a lavorare, sarebbe portare GIOVELAB nei Paesi del Nord! Questo progetto verrà portato avanti grazie alla collaborazione con Veronica Fossa, una ragazza italiana che da anni vive a Helsinki e gestisce uno studio di consulenza. Si tratta sempre di queste collaborazioni tra donne, che nascono quasi per caso, in maniera delicata, fondate su una condivisa sensibilità e una reciproca stima….relazioni che solo le donne riescono a portare avanti con successo.

Vedremo. Sempre contro vento. Sempre avanti.

Dove si possono comprare le tue creazioni e come ti si può contattare?

Le mie creazioni si possono trovare in vari negozi in Italia, le mie collezioni sono visibili sul sito www.giovelab.it e la pagina ufficiale di Facebook  Giovelab Favourite Things.

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